DelphiMVCFramework - The Official Guide (Second Edition): la recensione

DelphiMVCFramework - The Official Guide (Second Edition): la recensione

Marco Breveglieri3 settembre 2026

Ho cominciato a leggere la pre-release della seconda edizione di “DelphiMVCFramework - The Official Guide”, il libro di Daniele Teti che contiene tutto lo “scibile” sul progetto che lo stesso autore definisce senza troppi giri di parole “il progetto Delphi open-source più popolare su GitHub” e che ad oggi vanta 1.4k stelline: DelphiMVCFramework, ovviamente.

Questa seconda edizione era molto attesa, poiché arriva a distanza di diversi anni dalla prima e dopo che molte cose sono cambiate sia nel framework sia nel modo di scrivere applicazioni web in Delphi in generale. Ma andiamo per ordine.

DelphiMVCFramework è più che maturo

Il dato di fatto è che DMVCFramework non è un progetto appena nato o sperimentale: è ormai una libreria rodata e collaudata, battle tested come si suol dire, poiché usata per anni da svariate aziende in contesti che lo stesso Daniele ammette di non essersi mai immaginato quando ha scritto il primo commit.

A pensarci bene, questo non mi stupisce: è una diretta conseguenza della nota versatilità estrema dello stesso Delphi, capace di adattarsi silenziosamente a una marea di settori, contesti e scenari differenti.

La maturità si respira anche leggendo il libro. Già dall’introduzione, l’autore è piuttosto esplicito sul livello di rigore che è stato adottato: ogni esempio di codice proviene da un progetto che compila e ogni risposta, riga di log o messaggio di errore presente nel libro sono stati “catturati” dal progetto durante l’esecuzione.

Curiosamente, posso dire di aver percepito e fatto i complimenti per l’elevato standard di qualità già alcuni mesi fa, in occasione di una tech review per una bozza parziale del libro, qualità che ritrovo confermata anche in questa nuova edizione. :)

Tutti i progetti di esempio del libro hanno un loro repository GitHub dedicato e pubblicamente accessibile.

Un framework (e un libro) per ogni scenario

Una delle cose che apprezzo di più di DelphiMVCFramework, e che questo libro rende ancora più evidente leggendone solo l’indice, è la sua polivalenza.

Mi spiego: basta sfogliare il libro velocemente per vedere come si passa dal REST ad ActiveRecord, dai WebSocket ai Server-Sent Event a viste server-side con TemplatePro e HTMX, dalle Minimal API alle cosiddette “gemme nascoste”, ovvero parti del framework che puoi usare al di fuori delle applicazioni Web.

È lo stesso motivo per cui mi capita personalmente di utilizzare spesso DelphiMVCFramework durante le live sul mio canale Twitch: che mi serva un microservizio o un backend veloce, o un’interfaccia web per una demo qualsiasi, c’è praticamente sempre un pezzo di DMVC che calza a pennello!

Una cosa che faccio durante le live di coding, quasi più che nel lavoro quotidiano, è mostrare quanto sia facile distribuire le applicazioni Delphi su sistemi diversi da Windows, e su questo aspetto DMVC ci va proprio a nozze: il libro lo conferma bene nel capitolo sul deployment, coprendo eseguibili eterogenei come console standalone e servizi, per Windows, Linux, Docker, o moduli IIS e Apache.

Una strada propria, non un inseguimento

Una delle cose che trovo particolarmente apprezzabile, sottolineata anche nel corso di una conversazione con Daniele (in cui chiedevo un parere su alcune librerie) è la filosofia evolutiva di DelphiMVCFramework, che non insegue le roadmap di ASP.NET Core o di FastAPI (per citarne qualche nome noto) in modo pedissequo: si prende spunto da ciò che funziona altrove, ma lo si adatta a ciò che serve agli sviluppatori Delphi e alle modalità con cui sono abituati a lavorare.

In breve, non si tratta di applicare un “mapping meccanico” o un porting, ma di prendere ispirazione reinterpretando, con il filtro di oltre 20 anni di esperienza reale con Delphi, grazie anche all’appoggio della community degli sviluppatori che supportano e contribuiscono attivamente al progetto.

Parlando proprio della community che orbita attorno a DMVC, più volte nel libro si fa riferimento al fatto che domande nate su GitHub o nei canali di supporto (come il server Discord) siano diventate poi paragrafi o addirittura intere sezioni del testo: questo è un ciclo virtuoso raro da vedere applicato in questo modo particolare.

Conclusioni

DelphiMVCFramework – The Official Guide è una lettura imprescindibile per qualsiasi sviluppatore Delphi, non solo per chi si occupa di sviluppo web, ma anche per chi realizza applicazioni “tradizionali” e può scoprire tra le varie pagine alcune vere e proprie gemme della libreria.

Per chi crea applicazioni web in Delphi, il libro non si limita a guidare il lettore nell’utilizzo di uno dei framework più affermati dell’ecosistema Delphi: è anche (o soprattutto) un viaggio attraverso tecnologie, standard e pratiche fondamentali dello sviluppo web: CORS, TLS/HTTPS, WebSockets, OpenAPI, strumenti come Caddy e nginx, accesso ai dati con ActiveRecord, e RQL, pattern come la Dependency Injection e molto altro ancora. Non mancano argomenti trasversali e preziosi per qualsiasi sviluppatore esperto, come profiling, logging, multithreading e autenticazione. E mi fermo qui perché sono troppi da elencare tutti. Insomma, si parla di sviluppo web ma si impara molto più dello sviluppo web.

Le conoscenze, le tecniche e gli approcci illustrati in questo libro possono tornare utili in moltissimi altri contesti e contribuire concretamente a far crescere le competenze di uno sviluppatore Delphi, indipendentemente dal tipo di applicazioni che si trova a realizzare.

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