
Delphi Day 2026 Piacenza Edition (25° anniversario): il reportage
Venticinque edizioni sono un traguardo incredibile per qualsiasi conferenza tecnologica, e il Delphi Day 2026 non ha deluso affatto le aspettative.
Ho perso il conto esatto delle mie partecipazioni (credo di averle fatte tutte, forse ne ho saltata giusto giusto un paio…), ma in quasi tutte le edizioni recenti ho anche compiuto piacevolmente il passaggio da semplice spettatore a speaker, con il tentativo (dichiarato, non so se raggiunto appieno) di portare alla platea di sviluppatori Delphi argomenti che fossero freschi, stimolanti e curiosi.

Quest’anno l’aria che si respirava a Piacenza aveva un “sentore” speciale. I numeri parlano chiaro: abbiamo superato di gran lunga il centinaio di partecipanti, precisamente 55 nella giornata dei seminari e ben 110 presenze per la “conferenza plenaria”).
C’è stato un altro dato più incoraggiante: mi pare di aver notato una presenza congrua di developer giovani e anche giovanissimi. Questo è la dimostrazione che il passaggio di consegne generazionale sta avvenendo, smentendo chi pensa che l’Object Pascal e l’ecosistema Delphi siano statici retaggi del passato.
La mia sessione: il “vecchio ma nuovissimo” trend delle TUI e la nascita di Blinki
Nella mia sessione ho voluto esplorare un trend tanto nostalgico (per i developer Windows più che altro) quanto incredibilmente moderno: la rinascita delle TUI (Terminal User Interface).
Spesso si pensa che un’applicazione debba per forza avere una GUI grafica classica per essere efficace. Al contrario, le moderne applicazioni testuali non hanno nulla da invidiare alle interfacce grafiche standard: garantiscono performance “brucianti”, un footprint ridottissimo, si controllano agilmente da remoto via SSH e offrono manutenibilità e debugging semplificati.

Questo viaggio personale mi ha permesso di rispolverare tecnologie del passato, come le sequenze ANSI VT/100 (con tantissimi dev senior che lo usavano attivamente) e un nostalgico ma lieto ricordo di Turbo Vision, la prima libreria realmente OOP per fare interfacce grafiche nel vecchio DOS).
Ho calato poi queste “primizie” del passato nel contesto odierno. Pensateci un attimo: oggi dialoghiamo costantemente con gli LLM attraverso interfacce CLI (come Claude Code, Codex o OpenCode).
Proprio da questa esperienza è nato un mio nuovo progetto: Blinki, una libreria Delphi pensata specificamente per costruire questo tipo di applicazioni moderne all’interno del terminale, che potete scaricare e utilizzare dal repository di GitHub.
Se invece cerchi slide, approfondimenti e ulteriori risorse a riguardo, puoi trovarle in questa pagina dedicata all’evento.
I temi che mi hanno lasciato il segno, ossia tutti! 😆
Ho seguito i talk più in linea con i miei interessi e percorsi personali (c’erano molte sessioni parallele) e ho raccolto davvero tanti spunti preziosi per i progetti che sto portando avanti, oltre a riflessioni profonde sul domani che interessa il nostro settore, legato a doppio filo all’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale e alle moderne architetture.
Spec-Driven Development, anche in Delphi!
Il seminario di Claudio Piffer sullo Spec-Driven Development ha ulteriormente rafforzato la mia idea di come, utilizzando le giuste tecniche e framework collaudati come BMAD, sia possibile ridurre drasticamente le allucinazioni degli LLM, guidandoli con precisione quasi millimetrica sia nella fase di analisi che nella stesura del codice finale.
Stiamo davvero vivendo una fase incredibile, magnifica e terrificante allo stesso tempo, per il nostro lavoro.
Kai e l’IDE agentico
Un po’ di curiosità - lo ammetto - l’avevo per il keynote di Marco Cantù, incentrato sul nuovo prodotto di “casa Embarcadero”: Kai for RAD Studio.
Questo nuovo strumento si prefigge di rendere “agentico” l’IDE di Delphi ed è stato accolto con un mix di sentimenti discordanti.
Se da un lato comprendo e concordo pienamente con la visione di Embarcadero nel voler creare uno strumento integrato, aperto e indipendente per il coding guidato da AI integrato nell’IDE, dall’altro non ho potuto fare a meno di rinnovare l’impressione che mi sono fatto sulla attuale immaturità di Kai, sempre a parer mio (ripeto).
Se siete interessati a scoprirne i motivi, c’è il replay della live dedicata su YouTube.
Per come sono abituato io a utilizzare gli LLM nel coding assistito da AI e i relativi tool, come Claude Code e Codex, sono convinto che lo strumento non sia ancora sufficiente a giustificarne sia l’utilizzo “con fiducia” su progetti in produzione, sia l’acquisto separato come prodotto aggiuntivo alla Subscription di Delphi, questo anche a causa di limitazioni storiche dell’IDE che purtroppo permangono (come il Refactoring ancora “tarpato”) e questa cosa mi lascia un filo perplesso, soprattutto sapendo che c’è un team dedicato che lavora a Kai (o almeno questo è quello che è stato raccontato).
Il futuro dell’AI
Sempre sul tema dell’intelligenza artificiale, ho trovato illuminanti le riflessioni di Paolo Rossi riguardo allo stato economico attuale dei grandi player del settore.
Alla luce dei recenti aumenti di costo e/o abbassamento dei limiti dei token utilizzabili, Paolo ha evidenziato come l’AI consumabile da Anthropic, Open AI e compagnia bella rischi di diventare uno strumento per “ricchi developer”, suggerendo che in un futuro (non troppo lontano, anzi) ci si vedrà probabilmente costretti a guardare ad altre soluzioni, come modelli economici e architetture in-house basate su hardware dedicato (ipotesi mia).
Delphi supporta MCP!
Paolo Rossi ha portato poi un focus su MCPConnect, una libreria che avevo personalmente già provato in live (grazie alla guida in tempo reale in tempo reale di Paolo): recuperate il replay su YouTube se non l’avete visto!
MCPConnect permette di sfruttare le mirabili potenzialità del Model Context Protocol all’interno delle nostre applicazioni Delphi.
Semantic Search e Vector Database
Si è parlato poi di Semantic Search e di Vector Database, grazie al talk di Flavio Basile, che ha offerto un’esplorazione a 360 gradi di tutte le problematiche (e come affrontarle) riguardo l’embedding e la ricerca efficace di dati in un sistema RAG.
La cosa che ho apprezzato di più è che Flavio non si è limitato ai “concetti macro”, ma ha fatto emergere termini, metodologie e insight pratici di questo tema, utilissimi per capire cosa andare a studiare da domani, chiudendo con un demo Delphi basato su QDrant, un vector database open-source caldamente consigliato.
Delphi per i microservizi, e oltre!
Spostandoci invece sul fronte puramente architetturale, Antonello Carlomagno ha raccontato un esempio lampante di come Delphi sia uno strumento straordinariamente versatile, mostrando come ha costruito un sistema a microservizi reale e rigoroso - non il classico monolite mascherato - integrando strumenti come WiRL per il core HTTP, NATS JetStream per la messaggistica, Uptime Kuma per il monitoraggio e servizi cloud addizionali per la moderazione dei contenuti.
Si tratta di una soluzione del tutto fattibile e relativamente economica, ma anche capace di sprigionare performance invidiabili grazie all’efficienza nativa del compilatore Delphi.
Un package manager per Delphisti
Per la gestione quotidiana di progetti e dipendenze, ho seguito con molto interesse Luca Minuti e la sua presentazione di Blocks, il papabile package manager definitivo per gli sviluppatori Delphi.
Pur essendo agli esordi, con diverse parti che sono ancora “work in progress”, vi sono alcune feature eccellenti pronte da provare, come il supporto ai differenti profili dell’ambiente Delphi nel registro di Windows (cercate come si usa l’opzione “-r” nell’avvio dell’IDE se non la conoscete!).
Diventerà sicuramente un must in grado di semplificare la vita sia a chi deve installare librerie di terze parti, sia a chi vuole distribuire le proprie.
Un team di designer con Claude
La giornata si è conclusa con l’intervento di Omar Bossoni che ci ha proiettati nel mondo del design con un viaggio dentro Claude Design, mostrando come questo strumento possa ridurre drasticamente i tempi di prototipazione di una UI funzionante per poi passare le informazioni salienti a Claude Code per lo sviluppo web o mobile.
Osservare i risultati finali prodotti e confrontare la versione per Swift (iOS) con quella FireMonkey ha confermato una mia idea che si riaggancia perfettamente a quanto già detto riguardo Kai: sarebbe davvero estremamente prezioso se Embarcadero si muovesse per trovare soluzioni volte a “istruire” questi modelli e tool sulle specificità di Delphi e delle sue librerie, permettendoci di generare codice valido, preciso e allo stato dell’arte grazie a questi strumenti AI innovativi e largamente utilizzati.
Conclusioni e Futuro
Al di là dei bit, dei byte e delle intelligenze artificiali, il Delphi Day si conferma prima di tutto una esperienza umana: la nostra community è vibrante e unita, le persone che si incontrano qui sono colleghi, ma anche e soprattutto amici.
Non sono mancate le risate, i commenti ironici sui bug e le disavventure quotidiane e anche i dibattiti su cosa vorremmo venisse implementato nelle prossime release del nostro linguaggio preferito.

Un ringraziamento speciale come sempre va a Paolo, Lucia e a tutto lo straordinario staff di Wintech Italia per l’organizzazione impeccabile di un evento sempre emozionante, oltre ovviamente agli sponsor che rendono possibile tutto questo.
Spero che questo reportage possa portare un pochino della calda atmosfera dell’evento a chi non è potuto venire… e non dovrà mancare alle prossime occasioni! 😉